Imposta di successione in Italia: Strategie di ottimizzazione fiscale
Data pubblicazione: 15 aprile 2025
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L’imposta di successione è un aspetto spesso trascurato nella gestione del patrimonio, ma può incidere in modo significativo su ciò che lasciamo ai nostri eredi.In questa guida ti spieghiamo come funziona in Italia nel 2025, quali sono le aliquote su immobili e titoli finanziari, e quali soluzioni legali puoi adottare per ridurre l’impatto fiscale.
Quadro normativo e soggetti passivi
L’imposta di successione è disciplinata dal D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, e si applica al trasferimento mortis causa di beni e diritti. Sono soggetti passivi dell’imposta gli eredi e i legatari, in proporzione alla quota ricevuta.La base imponibile è costituita dal valore complessivo netto dei beni e dei diritti trasferiti, al netto delle passività deducibili. L’imposta è dovuta anche in relazione a beni detenuti all’estero da parte di residenti italiani, secondo il principio della worldwide taxation.

Come rappresentato nel grafico seguente, le franchigie previste dalla normativa italiana consentono una tassazione molto contenuta rispetto alla media europea.

Quali beni rientrano nell’imposta?
Vengono tassati tutti i beni che fanno parte dell’eredità, tra cui:
Immobili (case, terreni e locali commerciali)
Conti correnti e libretti di risparmio
Azioni, fondi, partecipazioni societarie e obbligazioni
Veicoli, oggetti di valore, opere d’arte
Esempi di applicazione
Caso 1 – Trasferimento di immobile
Un padre lascia in eredità alla figlia un immobile del valore di €750.000 e un portafoglio titoli da €200.000.
Totale eredità: €950.000
Franchigia per i figli: €1.000.000
Imposta dovuta: zero
Caso 2 - Trasferimento di titoli finanziari
Un investitore single lascia al proprio compagno (non sposato) un portafoglio di ETF e fondi per €600.000.
Essendo un soggetto non parente, l’aliquota è dell’8% e non è prevista alcuna franchigia.
Imposta dovuta: €48.000
Ottimizzazione dell’imposta: soluzioni potenziali e strumenti utilizzabili
Una corretta pianificazione consente di anticipare e ridurre l’imposta di successione in modo pienamente conforme alla normativa vigente.
Di seguito alcune soluzioni utili a pianificare e ottimizzare una successione
Cos'è un testamento?
Il testamento è un atto unilaterale con cui una persona dispone dei propri beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere. È regolato dal Codice Civile (artt. 587 ss.) e può essere:
Olografo (scritto a mano, datato e firmato)
Pubblico (ricevuto da notaio)
Segreto (depositato ma non reso pubblico)
Limiti: deve rispettare le quote di legittima (quote minime spettanti per legge a figli, coniuge, genitori).
Ecco una panoramica dettagliata delle quote di legittima previste dal Codice Civile italiano (artt. 536 e ss.), cioè le porzioni minime del patrimonio che devono obbligatoriamente spettare agli eredi legittimari, anche contro la volontà espressa nel testamento.
EREDI LEGITTIMARI sono sempre:
Coniuge
Figli o loro discendenti, per rappresentazione
Genitori , solo in assenza di figli
Quote di legittima in % del patrimonio ereditario
Esempio pratico
Un imprenditore sposato con 2 figli vuole lasciare l’azienda al primogenito:
Quote obbligatorie: 25% coniuge + 50% figli (cioè 25% ciascuno)
Può liberamente disporre solo del 25% tramite testamento
Se eccede, i legittimari possono impugnare il testamento con un'azione di riduzione.
Polizze vita:
Le assicurazioni sulla vita rappresentano lo strumento più diretto per escludere somme rilevanti dall’asse ereditario. Secondo l’art. 34 del D.Lgs. 346/1990, i capitali percepiti dai beneficiari di una polizza vita non sono soggetti a imposta di successione.
Vantaggi:
Esenzione fiscale
Designazione libera dei beneficiari
Liquidazione immediata
Riepilogando le assicurazioni sulla vita sono esenti da imposta di successione , puoi designare beneficiari diretti e lasciare loro una somma liquida e immediata, senza passare per l’eredità.
Ideale per tutelare figli minori o partner in assenza di matrimonio.
Donazioni in vita
Le donazioni seguono lo stesso regime fiscale della successione, con identiche franchigie e aliquote. Tuttavia, consentono una pianificazione anticipata, evitando l’apertura della successione e potenziali liti ereditarie, nel caso di immobili sono dovute le imposte ipotecaria e catastale.
Nella pianificazione patrimoniale, la scelta tra donare in vita o trasmettere per successione alla morte è cruciale. Ogni opzione ha conseguenze fiscali, civili e strategiche da valutare con attenzione, specialmente nel caso di immobili, titoli o aziende di famiglia. Di seguito un semplice scheda che non vuole essere assolutamente esaustivo ma di aiuto.

Trasferimento di partecipazioni societarie
L’art. 3, comma 4-ter del D.Lgs. 346/1990 prevede l’esenzione dall’imposta per il trasferimento a favore di discendenti di partecipazioni che assicurino il controllo societario, a condizione che gli eredi mantengano il controllo per almeno 5 anni.
Strategia utile per:
Holding di famiglia
Trasferimento d’impresa generazionale
Trust e strutture di segregazione patrimoniale
Il trust è uno strumento di origine anglosassone, recepito in Italia attraverso la Convenzione dell’Aja del 1985 (ratificata con L. 364/1989). Consente di separare giuridicamente un patrimonio dal disponente (settlor) e affidarlo a un soggetto fiduciario (trustee), che lo gestisce secondo uno scopo determinato in favore di uno o più beneficiari. Può essere inter vivos , istituito in vita, o mortis causa , efficace alla morte del disponente.
Il trust consente di segregare il patrimonio e stabilire regole precise di destinazione, proteggendo i beni da creditori, contenziosi e da una tassazione successoria disordinata.
Strumento complesso, ma altamente efficace in contesti familiari articolati o con beneficiari fragili (minori, disabili, ecc.).
Trust vs Testamento: strumenti a confronto per una pianificazione patrimoniale efficace

Quando preferire il testamento? Vediamo alcuni esempi piu' comuni.
Trasmissione semplice a coniuge e figli
Patrimonio modesto e senza problematiche familiari
Assenza di esigenze di protezione o riservatezza
Esempio:
Mario redige testamento pubblico in favore dei suoi due figli, lasciando la casa al primo e un conto corrente al secondo. Il notaio registra e archivia il testamento. Al decesso, viene pubblicato e attivata la successione. Soluzione semplice ed economica.
Quando preferire il trust?
Protezione di figli minori, disabili o fragili
Patrimonio articolato (immobili, quote societarie, trust di scopo)
Esigenze di riservatezza, protezione da creditori o continuità aziendale
Famiglie ricomposte, divorzi, eredi internazionali
Esempio:
Una professionista con due figli da relazioni diverse vuole garantire loro supporto economico ma evitare conflitti futuri. Istituisce un trust familiare: il trustee gestisce immobili e rendite secondo regole precise (età, istruzione, salute). Alla sua morte, il patrimonio è già segregato e gestito in modo neutrale.
Vantaggi del trust
Evita l’apertura della successione su beni in trust
Protegge il patrimonio da creditori ,anche futuri.
Consente di condizionare l’attribuzione di beni , ad esempio solo al compimento di determinati eventi.
Può prevedere beneficiari flessibili o futuri
Rischi e criticità del trust
Necessità di una struttura professionale e ben redatta
Costo maggiore rispetto a un testamento
Richiede scelta attenta del trustee e chiara individuazione dei beneficiari
Potenziali profili di elusione fiscale se mal utilizzato
Holding di famiglia.
consente di trasmettere partecipazioni societarie in modo agevolato, anche con esenzioni in presenza di certe condizioni come ad esempio la continuità gestionale, ma non solo.
Fondazioni familiari.
Utili per obiettivi filantropici o di tutela a lungo termine.
Errori da evitare
Rimandare la pianificazione fino alla vecchiaia.
Non aggiornare le disposizioni , soprattutto su polizze e testamenti.
Non considerare beni all’estero , che possono generare doppia tassazione.
Testamenti mal redatti o non aggiornati
Mancata pianificazione in caso di beni indivisi, caso molto diffuso in Italia tra chi possiede tanti immobili.
Conclusione: pianificare oggi per proteggere il domani.
L’imposta di successione può sembrare lontana, ma pianificare per tempo è il miglior modo per tutelare i propri cari e trasmettere il patrimonio in modo efficiente. L’attuale imposta di successione in Italia offre margini significativi di ottimizzazione fiscale, soprattutto per patrimoni composti da immobili, strumenti finanziari o partecipazioni societarie.
Tuttavia, solo una corretta pianificazione successoria integrata , attuata per tempo e con strumenti idonei , consente di proteggere il patrimonio, evitare contenziosi tra eredi e ridurre il carico fiscale. Questo articolo non vuole assolutamente essere esaustivo di una cosi' complessa materia , ma ha voluto evidenziare alcune delle soluzioni che possono essere utilizzate.
Ovviamente solo una rilevazione dei dati personali circa il patrimonio e le volontà del propietario dei beni ci potrà permettere uno studio approfondito ed efficace della soluzione da intraprendere.
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